UNITI NEL DOLORE

Quando arrivava l’ultima ora del giovane infermo, a tutti i membri della Congregazione della Gioventù era chiesto di viverla in solidarietà. Le campane della chiesa parrocchiale avrebbero suonato per indicare che qualcuno stava morendo.

Art 48. Dal momento che si sentirà suonare l’agonia, tutti i congregazionisti che non ne sono impediti, andranno subito in Chiesa, il cuore distrutto dal dolore, per assistere alle preghiere che lo stesso Direttore farà.

Questa attenzione per il giovane moribondo lo avrebbe unito con tutti coloro che erano in chiesa.

Art 49. Mentre i congregazionisti, da una parte, assistono in Chiesa alle preghiere degli agonizzanti, gli infermieri, dall’altra parte, resteranno vicino al malato per recitare le stesse preghiere.

Statuts XIV, §2 Envers les congréganistes malades

Il gesto di essere unito con i fratelli assenti è una delle caratteristiche della preghiera di Eugenio – in particolare durante i momenti di “orazione”. (Guarda i precedenti brani del 4 e 5 Agosto 2011)

Posted in Regola | Tagged , | Leave a comment

UN TOCCO DI REALISMO

Eugenio era molto coinvolto nella vita di ciascun membro della Congregazione della Gioventù, così era naturale che fosse egli stesso a voler amministrare il sacramento degli infermi ai giovani in pericolo di morte. Ma notiamo qui un evoluzione nel suo rapporto con i parroci di Aix. Inizialmente egli sarebbe andato avanti senza riguardi, ma dopo i numerosi scontri con i sacerdoti locali, a cui abbiamo già accennato nei brani precedenti, vediamo una nota di realismo e diplomazia scritta in questa Regola:

Art 43. Il Direttore porterà il Santo Viatico se questo non contraria il parroco della parrocchia. Almeno si troverà dal malato quando gli saranno amministrati i sacramenti.

A questo punto di svolta per la vita del membro della congregazione malato, Eugenio capisce l’importanza di stargli vicino, e di aiutarlo ad apprezzare il significato del sacramento nel modo più pieno possibile – e vivere i suoi effetti.

Art. 44. Se ci sarà andato per prepararlo a fare bene questa azione, ci rimarrà dopo per aiutarlo a ringraziare Dio e a profittare bene di una grazia così grande.

Statuts XIV, §2 Envers les congréganistes malades

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

IL LINGUAGGIO DELLA GENTILEZZA

Art. 37. Tutte queste cure temporali prodigate ai congregazionisti malati annunciano con che zelo la Congregazione si affretterà a fornirne loro di un genere infinitamente superiore.

Statuts XIV, §2 Envers les congréganistes malades

Lo scopo dell’Associazione della gioventù era formare i giovani di Aix a vivere in gruppo che avrebbe marcato la differenza nella gioventù della città. Il mezzo per raggiungere questo obiettivo era divenire fermamente centrati nel vivere i valori del Vangelo. In base ai principi che aveva scritto nella loro Regola di vita, Eugenio voleva condurre i congregazionisti a passare da un’esperienza di amore umano a una più profonda comprensione dell’amore di Dio.

I congregazionisti dovevano così condividere, nel possibile, il loro tempo e le loro risorse, ma quest’ amore doveva estendersi anche alle preghiere. Se i segni della malattia dei loro confratelli diventavano veramente gravi, occorreva amministrare il sacramento all’ammalato. Il giorno in cui questo accadeva, tutti i congregazionisti erano invitati a recarsi alla chiesa più vicina e pregare per il loro fratello morente alla presenza del Santissimo Sacramento.

L’amore è un linguaggio che tutti comprendiamo. Persino i ciechi possono vederlo e i sordi possono sentirlo.        Madre Teresa

Posted in Regola | Tagged , , , | Leave a comment

L’ASPETTO PRATICO DI PRENDERE CURA DEGLI AMMALATI

Art. 36. Gli infermieri saranno specialmente incaricati di informarsi dei bisogni del malato per provvedere a che non gli manchi nulla, che non sia esposto a veder peggiorare il suo male per mancanza di soccorso.

Chapitre XIV, §2 Envers les congréganistes malades

Il modello di Eugenio per i giovani era realizzato:

Essi erano perseveranti nel seguire l’insegnamento degli apostoli, nella comunione, nel rompere il pane e nelle preghiere… Or tutti coloro che credevano stavano insieme ed avevano ogni cosa in comune. E vendevano i poderi e i beni e li distribuivano a tutti, secondo il bisogno di ciascuno.

Atti degli Apostoli 2:42-45

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

LA RISPOSTA PIÙ BREVE È AMARE

Vedendo come i giovani dell’Associazione della gioventù crescevano in una famiglia strettamente unita, possiamo capire il grado di preoccupazione che vi era quando uno di essi si ammalava. Era un invito a dimostrare l’amore reciproco in azioni concrete, insegnandogli che le azioni parlano più forte delle parole.

Art. 25. Se il malato non fosse abbastanza ricco per sovvenire a tutte le spese della malattia, il Consiglio, avvertito della situazione, prenderà misure per aiutarlo con tutto il potere della Congregazione.

I genitori del giovane ammalato sarebbero stati contattati dagli infermieri, che gli avrebbero offerto i loro servizi per il compagno durante tutta la sua malattia. Se i parenti non lo trovavano necessario, allora gli infermieri si sarebbero impegnati a visitare il paziente due volte al giorno. Se i genitori accettavano la l’offerta di aiuto, allora ai membri che potevano essere di aiuto veniva chiesto di iscriversi in una lista.

Art. 32. Gli infermieri, in seguito, fisseranno il servizio che verrà dato a ciascuno di quelli che saranno stati designati e il tempo che vi impiegheranno.
Art. 33. Daranno a ciascuno i consigli necessari per rendere più utile il loro servizio.

Chapitre XIV, §2 Envers les congréganistes malades

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

CIRCONDARE IL MALATO DI AFFETTO

Art 23. Appena il Direttore sarà stato avvertito che un congregazionista è malato, andrà a visitarlo.
Art 24. Farà avvertire gli infermieri facendo loro conoscere la malattia e lo stato del malato perchè si mettano in condizione di compiere, a suo riguardo, il loro ministero di carità.

Chapitre XIV, Devoirs de la Congrégation envers les congréganistes
§2 Envers les congréganistes malades

Ogni anno due membri della congregazione erano nominati infermieri perché:

Uno dei doveri della Congregazione nei confronti dei suoi membri è di curarli durante le loro malattie.

Continue reading

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

LA PREGHIERA DELLA FEDE SALVERÀ IL MALATO

Art. 46. Se la malattia prende un carattere allarmante, dopo il terzo giorno di febbre, il malato domanderà i sacramenti della Chiesa e farà questa domanda in modo che chi lo circonda si arrenda alle sue pressanti insistenze.

Durante ogni incontro dell’associazione, Eugenio insegnava ai giovani come approfondire la loro conoscenza e la loro comprensione della fede vissuta all’interno della Chiesa. Poteva così scrivere fiduciosamente:

Art. 47. I congregazionisti hanno così giuste idee sui sacramenti, sull’intenzione che aveva Nostro Signore istituendoli e sulle idee della Chiesa nell’amministrarli, che, lungi dall’imitare l’incuranza e la paura puerile che un grande numero di cristiani ignoranti provano nelle loro malattie, il loro più grande desiderio sarà di ricevere al più presto questi sacramenti di salvezza,
Sapendo molto bene che, quando li si riceve a tempo e come si deve, non solo santificano l’anima e la fortificano contro i formidabili attacchi dello spirito maligno, ma anche che sono molto adatti, per se stessi, a restituire la salute al corpo quando la salute non sia pregiudizievole alla salvezza dell’anima.
L’ombra di S. Pietro guariva i malati che si trovavano sul suo passaggio. Cosa non ci si deve attendere dalla visita dello stesso Nostro Signore?

Statuts, § 3. Devoirs des congréganistes malades

Questi sacramenti erano occasione di incontro con la presenza di Gesù Salvatore. Durante la malattia vi era un incontro particolare con quel Gesù che toccava gli ammalati e i sofferenti in tutte le pagine del Vangelo.

 

C’è fra voi qualcuno che soffre? Preghi. C’è qualcuno d’animo lieto? Salmeggi. C’è qualcuno fra voi infermo? Chiami gli anziani della chiesa, e preghino essi su lui, ungendolo d’olio nel nome del Signore; e la preghiera della fede salverà il malato, e il Signore lo ristabilirà; e s’egli ha commesso dei peccati, gli saranno rimessi.

Giacomo 5:13-15

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

VEGLIATE!

Se teniamo a mente l’elevato il tasso di mortalità esistente al tempo di Eugenio – in cui una persona su quattro moriva di tubercolosi – è facile capire il suo monito ai giovani sulla possibilità di morire prematuramente. Questo appello riflette quello di Gesù: “State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso” (Marco, 13:33)

Art. 43. La morte ha provato, spesso, di non rispettare né l’età né il rango. Quante volte ha portato la sua falce mortifera sui bambini più piccoli prende doli senza pietà dalla primavera della loro vita? Quanti giovani ha distrutto e trascinato nell’orrore della tomba nel momento stesso in cui avevano la promessa del più brillante come del più duraturo avvenire?

Eugenio cercava di prepararli in modo da sapere cosa fare nel caso in cui una malattia grave colpisse loro stessi o un altro degli associati.

Art. 44. E’ quindi prudente prevedere il caso in cui qualche malattia imprevista, raggiungendo i congregazionisti, minacci i loro giorni, perché non siano sorpresi dalla morte senza essersi ben preparati.
Art. 45. Dal momento in cui un congregazionista sarà costretto a mettersi a letto, lo farà sapere al Direttore che andrà, immediatamente, a visitarlo..

Statuts, § 3. Devoirs des congréganistes malades.

 

La paura della morte è pari alla paura della vita. Un uomo che vive in pienezza è preparato a ricevere la morte in ogni momento. Mark Twain

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

ERO AMMALATO E VI SIETE PRESI CURA DI ME

L’idea di Eugenio di preparare i giovani a vivere l’amore di Gesù Cristo doveva essere messa in pratica in situazioni reali. Abbiamo visto come lo aveva fatto al momento di disciplinare i rapporti reciproci. Ora Eugenio tocca una delle situazioni più comuni della vita dei giovani del diciannovesimo secolo: la malattia.

ART. 28. Questa tenera, affettuosa, compassionevole carità, si manifesterà al meglio nella malattia di qualche congregazionista.

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

 Per comprendere appieno la forza di queste parole è importante ricordare che nella conoscenza medica dei primi anni del 19° secolo non vi erano medicinali come gli antibiotici, per esempio. La malattia, che noi consideriamo parte quotidiana della vita, era spesso una minaccia alla vita stessa. Molti giovani si ammalavano e dovevano essere accuditi. Ecco un aspetto in cui i membri dell’associazione dovevano concretamente prendersi cura gli uni degli altri.

San Benedetto aveva capito l’importanza di prendersi cura dei monaci ammalati, quando scrive nella sua regola 1300 anni prima:

prima di tutto e cosa principale bisogna prendersi cura degli ammalati. Devono essere accuditi in ogni necessità come se fosse Cristo stesso, poiché Egli ha detto: “io ero ammalato e mi avete visitato” (Mt 25:36). E “ ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l`avete fatto a me…” (Mt 25:40)

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment

DA QUESTO TUTTI RICONOSCERANNO CHE SIETE MIEI DISCEPOLI

Eugenio insegna ai giovani a mettere in pratica le parole di Paolo: “ E sopra tutte queste cose vestitevi della carità che è il vincolo della perfezione”. (Colossesi 3:14)

Art 24. Così la carità di Gesù Cristo, indissolubile legame di ogni società, regnerà tra i congregazionisti in tutta la sua perfezione ; si ameranno cordialmente gli uni gli altri.
Art 25. Questo santo e mutuo affetto non si smentirà mai, si manifesterà, anche, abitualmente con le opere…
Art 27… La loro più grande felicità sarà quella di trovare una occasione di rendersi qualche servizio. In una parola, si tratteranno mutuamente come fratelli a imitazione dei primi cristiani di cui devono sforzarsi riprodurre gli esempi..

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

 L’ideale della comunità di discepoli intorno alla presenza di Gesù è il modello intorno a cui era costruita l’Associazione della Gioventù – dove l’amore reciproco era il legame che teneva tutto insieme.

“Guarda come si amano” – il commento di Tertulliano sulle prime comunità cristiane.

Posted in Regola | Tagged , , | Leave a comment