L’AMORE COME PERNO DELLA NOSTRA ESISTENZA

“Tra voi la carità, la carità, la carità”. Il desiderio espresso da Eugenio sul letto di morte per la sua famiglia Oblata riflette quello su cui insistette per tutta la vita: “la carità è il perno su cui ruota tutta la nostra esistenza.”

Circa 50 anni prima, vediamo già Eugenio insistere sullo stesso punto con i membri dell’Associazione della gioventù.

Art 22. Benché il precetto della carità si estenda a tutti gli uomini, c0è un ordine di preferenza che si può, che si deve anche conservare in questa virtù.
Art 23. I legami che uniscono i membri della Congregazione li mettono in prima fila in quest’ordine nei confronti gli uni degli altri.

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

 

Tre cose dureranno per sempre – fede, speranza, e amore – e la più grande di tutte è l’amore. I lettera ai Corinzi, 13: 13

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UNO SPIRITO DI RICONCILIAZIONE DEVE ESSERE IL CUORE DELLA VITA DI OGNI GIORNO

Accompagnare nella loro formazione un gruppo di quasi 250 giovani, che si riuniva due volte a settimana, era una grande impresa per Eugenio. Egli si preoccupava della crescita umana e cristiana di ciascuno, come traspare chiaramente in ogni pagina delle Regole di vita che scrisse per l’Associazione della gioventù.

Tutto doveva essere un’esperienza per apprendere, e, continuando nella lettura delle Regole, possiamo vedere come egli desiderasse insegnare ai giovani a identificarsi con i valori del Vangelo. Le loro difficoltà e i loro conflitti dovevano trasformarsi, specie nei giochi e nell’interazione, che costituivano gran parte delle loro attività quotidiane.

Art 34. E’ anche raccomandato di non lasciarsi andare ; quando si è insieme, ai primi movimenti di vivacità, che porterebbero a rispondere bruscamente e con qualche grossolanità ; meno ancora ci si deve permettere di alzare la mano su qualcuno.
Art. 35. Se, cedendo volontariamente a questo primo movimento, capitasse a un congregazionista di offenderne un altro, non aggiungerà, a questa prima colpa, quella di non volerla riparare e, appena la riflessione gli avrò fatto vedere il suo torto, ne domanderà scusa a colui che avrà offeso e questi, deponendo subito ogni rancore o cattivo umore, perdonerò con tutto il cuore, dimenticando per sempre lo sbaglio di suo fratello per ricordarsi solo dell’edificante riparazione che ne ha fatto.

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

 Lo spirito di questo testo mi ricorda un’importante verità costantemente insegnata dal fratello Marista, nonché psichiatra, Fratel Sean Sammon per cui “uno spirito di riconciliazione deve essere il cuore della vita quotidiana di una comunità”

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RIACCENDERE LA LUCE NELLE RELAZIONI

Gli incontri e i rapporti tra i giovani erano un’opportunità di apprendimento e di crescita personale. Negli insegnamenti di Eugenio sul tema di come vivere a contatto con gli errori e le fragilità degli altri, vediamo il suo tentativo di insegnare ai giovani la sensibilità dell’esprimere se stessi.

In questa correzione, però, avranno tutte le cure e tutta la gentilezza che si devono mettere in un ministero cos’ eminentemente caritatevole.
Così, colui che le avrà osservate, riprenderà con dolcezza colui a cui saranno sfuggite, cercando, però di lasciar passare un intervallo più o meno lungo tra la colpa commessa e la correzione affinché questa si faccia con più frutto e bandirne la precipitazione.
Nel caso in cui si temesse di non apportare, in questo delicato ministero, tutte le precauzioni che esige, si potrà, al posto di fare da se stessi la correzione, incaricarne il direttore dell’associazione.

Règlements et Statuts de la Congrégation de la Jeunesse, 1813, p. 23

Adiratevi e non peccate; il sole non tramonti sul vostro cruccio; e non date luogo al diavolo. Efesini 4:26-27

Joan Lunden ci dà una lezione scherzosa ma vera sull’importanza di questo processo: “rimanere arrabbiati, provare risentimento e rancore ti fa solo mantenere i muscoli tesi, ti provoca mal di testa e male alle mascelle per i denti digrignati. Il perdono, invece, ti riporta sorriso e luce nella vita.”

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AIUTARSI A VICENDA A DISTRUGGERE LE PARTI FALSE DI SÉ

Dopo aver parlato della crescita personale e del perdono ricevuto attraverso il sacramento della riconciliazione, Eugenio parla ora del ruolo di responsabilità che ogni membro dell’associazione aveva nella crescita degli altri. Egli scrive quindi sulla necessità della correzione fraterna partendo da Matteo, 18:15: “Se il tuo fratello commette una colpa, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo”

Siccome, nonostante i nostri buoni desideri, ci può capitare di dimenticarci, e anche che, per un effetto delle tenebre e dell’accecamento che il peccato ha lasciato in noi, qualche volta abbiamo difficoltà a riconoscere i nostri sbagli, gli associati, che devono interessarsi della loro mutua perfezione, avranno, gli uni per gli altri, la grande carità di avvisarsi sulle mancanze che avranno potuto scorgere nei loro confratelli.

Règlements et Statuts de la Congrégation de la Jeunesse, 1813, p. 23

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LA CONOSCENZA DI SE STESSI COME BASE PER LA CRESCITA

Per i giovani, i sacramenti dovevano essere strumenti di crescita umana e cristiana. In questo passo Eugenio sottolinea l’importanza del sacramento della confessione. Nella prima regola di vita per i giovani, nel 1813, chiedeva che essi ricevessero questo sacramento una volta al mese. Tre anni dopo, nello Statuto, ogni due settimane – in modo da indicarne l’importanza nella loro formazione.

Art. 9 Il Sacramento della penitenza non servirà ai congregazionisti solo per riconciliarsi con Dio, se, cosa che a Dio non piaccia, avessero avuto la disgrazia di offenderlo gravemente,

La confessione non doveva essere una semplice presentazione di una “lista del bucato” di peccati che dovevano essere lavati. Rappresentava invece l’occasione per concentrarsi su quegli aspetti della quotidianità in cui venivano fuori le proprie fragilità, in modo da diventarne consapevoli e lavorare per migliorare se stessi.

Ma troveranno, in questa piscina salutare il rimedio a tutte le loro imperfezioni giornaliere. Si purificheranno, sempre di più, di tutte le debolezze che sfuggono, incessantemente, alla corruzione della nostra natura;

Nelle parole di Gesù: “ Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto” (Giovanni 15: 1-2)

Ugualmente importante era la figura del confessore, che avrebbe dovuto comportarsi come un mentore, un consigliere ed educare il giovane:

Troveranno, negli avvisi e nei caritatevoli consigli del loro direttore, una risorsa contro le illusioni dell’amor proprio e del rispetto umano

La grazia dell’incontro con Gesù Salvatore, incontro che guarisce, sarebbe stata una sorgente di forza a cui attingere per le due settimane successive e camminare sul sentiero di Dio nelle scelte quotidiane.

E, nell’applicazione dei meriti di Gesù Cristo, un nuovo vigore per resistere coraggiosamente alle tentazioni e avanzare a grandi passi nella virtù..

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

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ESPERIENZA DIRETTA

Continuando ad esplorare lo spirito e il ministero di sant’Eugenio rispetto all’Associazione della Gioventù, ci aiuta vedere come il suo approccio con i giovani fosse lo stesso adottato nella predicazione e nell’evangelizzazione dei Missionari nelle missioni popolari e in altre attività. Si trattava di un approccio doppio: insegnare chi fosse Gesù Cristo e condurli ad un più profondo incontro personale con Lui. I momenti principali per questo incontro avvenivano sia attraverso la preghiera, comune e personale, che attraverso i Sacramenti.

Conoscendo da quanti pericoli sono attorniati nel mondo e il bisogno che hanno di andare spesso ad attingere nuove forze nei sacramenti stabiliti, a questo scopo, da Nostro Signore Gesù Cristo, gli associati si confesseranno almeno una volta al mese e vivranno in modo tale da potersi avvicinare frequentemente alla santa comunione.

Règlements et Statuts de la Congrégation de la Jeunesse, 1813, p. 24-25

 Questa riflessione nasceva direttamente dal cuore e dall’esperienza personale di Eugenio. Egli avrebbe continuato a dare questo consiglio durante tutta la sua vita e, oggi, continua attraverso la Regola di Vita Oblata:

l’Eucaristia, fonte e vertice della vita della Chiesa, è al centro della nostra vita e della nostra azione. Vivremo questa vita in modo da essere degni di celebrarla ogni giorno.

Costituzione 33

Art 8. L’infallibile mezzo per riuscire in questa nobile impresa è frequentare i sacramenti. Sono la feconda fonte delle grazie a cui bisogna attingere la vita e la forza spirituale delle nostre anime…

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

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LE PREGHIERE CAMBIANO LE PERSONE E LE PERSONE CAMBIANO LE SITUAZIONI

Quando leggiamo la lista delle pratiche religiose che gli associati si impegnavano a svolgere, dobbiamo ricordarci che non si trattava di monaci, ma di giovani scolari o di studenti- in gran parte adolescenti. Il fatto che quasi 300 ragazzi decidessero di aderirvi liberamente mostra come per essi tali pratiche avessero senso e come esse fossero una fonte di forza per vivere i loro impegni battesimali.

Eugenio aveva fondato l’Associazione della Gioventù affinché i suoi membri potessero essere una forza trainante tra i giovani di Aix. Se la preghiera li avesse cambiati, allora essi avrebbero potuto cambiare le situazioni in cui vivevano…

ARTICOLO PRIMO. Tutti i congregazionisti, a qualsiasi classe appartengano, sono tenuti ad osservare puntualmente il regolamento particolare della Congregazione. Di conseguenza, tutti devono, tra le altre cose:
Art. 2. 1° Ascoltare la Santa Messa tutti i giorni ;
2° fare tutti i giorni almeno un quarto d’ora di lettura spirituale ;
3° visitare tutti i giorni Nostro Signore Gesù Cristo nel Santo Sacramento;
4° dire tutte le settimane il Rosario alla Santa Vergine;
5° confessarsi ogni quindici giorni.

Statuts, Chapitre XIII – Obligations spirituelles des congréganistes

 

Le preghiere non cambiano Dio, ma cambiano coloro che pregano. Soren Kierkegaard

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TRA PENTOLE E TEGAMI

Santa Teresa D’Avila, uno dei più grandi mistici e contemplativi cristiani, viveva nella certezza che Dio fosse presente in tutte le sue attività quotidiane, tanto da affermare: “il Signore cammina tra pentole e tegami”. Era proprio questo l’atteggiamento che Eugenio voleva coltivare nelle vite e nelle coscienze dei membri della sua Associazione Giovanile.

Nel mezzo delle loro attività quotidiane dovevano ricordare l’invito di Gesù a una preghiera continua, espressa attraverso sentimenti d’amore, pentimento, fede o qualunque cosa quel momento gli ispirasse:

Non bisogna, per questo, abbandonare gli obblighi e I doveri che la Provvidenza ha imposto a ciascuno secondo il suo stato. No, ci mancherebbe. Perché è nell’esercizio stesso di questi doveri che il precetto si compie con più frutto.
Basta essere fedele a quanto si è detto, ricordarsi di questa santa presenza nei momenti e nel modo che abbiamo indicato, ma elevando il proprio cuore verso Dio in modo affettuoso e pieno di fiducia nella bontà del Padre misericordioso che vuole accontentarsi di uno slancio d’amore, di un sentimento di dolore e di contrizione, di un pensiero di fede diretto frequentemente verso di Lui, per attirare la sua grazia nelle nostre anime.
In questo consiste la preghiera continua prescritta dal nostro divino Maestro e non serve di più.

Statuts, Chapitre XII, §2

 

Sono certo quanto della mia stessa vita che niente mi è più vicino di Dio. Dio mi è più vicino di quanto lo sia io a me stesso; la mia esistenza dipende dalla vicinanza e dalla presenza di Dio. Meister Eckhart

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PIENI DELLA PIENEZZA DI DIO

Eugenio non voleva trasformare i suoi ragazzi in monaci o asceti. Voleva piuttosto condividere con essi quello che era il suo tesoro: un atteggiamento positivo orientato a Dio che li avrebbe condotti ad avere una vita piena nelle loro attività quotidiane.

Art. 38. Ma questa preghiera non deve essere passeggera e momentanea ; deve essere, invece, continua. Questo è il precetto del Salvatore, ma come pregare sempre ? Si può ? Sì, senza dubbio, dato che Gesù Cristo lo ordina. Ma si esagera se si considera la cosa troppo difficile ; al contrario, è molto facile e la pratica è di quelle più consolanti

Statuts, Chapitre XII

 Una preghiera costante vuol dire desiderare consapevolmente di avere un atteggiamento positivo orientato a Dio in tutto- a scuola, a casa, durante i loro giochi…

Io prego che siate resi capaci di abbracciare con tutti i santi qual sia la larghezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità dell’amore di Cristo, e di conoscere questo amore che sorpassa ogni conoscenza, affinché giungiate ad esser ripieni di tutta la pienezza di Dio” Efesini, 3: 18-19

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SBOCCIARE COME FIORI

Se apri una pagina web di notizie dal mondo, prima o dopo che leggi questa riflessione, il video si riempirà con immagini e descrizioni di violenza,politici disonesti e innumerevoli situazioni dove i valori evangelici sembrano essere totalmente assenti. La natura umana non è cambiata da quando esisteva la Congregazione della Gioventù di Eugenio, e quei giovani si trovavano di fronte ad un mondo simile. La preoccupazione di Eugenio era quella di aiutarli a navigare attraverso tutto questo con l’aiuto di un Pilota che avrebbe garantito un viaggio sicuro.

Art 38. La preghiere deve essere considerata come l’anima e la salvaguardia del cristianesimo e della pietà. Circondati, da ogni parte, da tanti pericoli, i giovani come sfuggiranno alle disgrazie da cui sono minacciati, che rimedi useranno, che mezzi prenderanno per sottrarsi?
Gesù Cristo, Nostro divino Salvatore, risponderà lui stesso : pregate, non smettete di pregare. Domandate, bussate e riceverete abbondantemente gli aiuti che vi sono necessari per fare il bene, per sormontare tanti ostacoli, per vincere, anche per soggiogare tanti nemici implacabili che si sono accaniti per perderci.
E’, dunque, attraverso la preghiera, che i congregazionisti otterranno la vittoria sulle loro passioni e la perseveranza nel bene

Statuto, Capitolo XIII

Thich Nhat Han, un Monaco vietnamita, scrisse: ”Il più prezioso dono che possiamo offrire agli altri è la nostra presenza. Quando la consapevolezza abbraccia coloro che noi amiamo, essi sbocceranno come fiori.” Eugenio aveva capito che imparando a vivere alla presenza di Dio, i giovani di Aix sarebbero sbocciati come fiori.

 

“State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa è infatti la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.” (1 Ts 5,16-18

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