VENITE E MOSTRATE LE VOSTRE FERITE ALL’UNICO DOTTORE A CUI DIO HA PERMESSO DI POTERLE CURARE

Le omelie alla Maddalena erano Quaresimali nel senso di preparare i fedeli alla resurrezione della Pasqua.  Dopo la prima omelia in cui Eugenio aveva dichiarato che il fondamento della dignità dei poveri era nello sguardo d’amore di Dio, i suoi temi per le successive domeniche furono: quaresima e digiuno, le verità necessarie alla salvezza, peccato e confessione. In quest’ultima, dopo un spiegazione sul sacramento, descritto per due volte come la zattera fornitaci da Dio per salvarci dal naufragio, Eugenio continua dicendo:

Lo vedete, miei cari fratelli, non c’è altro mezzo per ritornare in grazia di Dio dopo averlo offeso; e dobbiamo ancora considerarci fortunati che il Signore ci abbia lasciato questa tavola per salvarci nel naufragio. Che cosa vi viene in mente allora per tenervi lontano da questo sacramento?

Finalmente arriva allo scopo di tutto l’omelia- l’invito a incontrare il Salvatore nel sacramento

Dunque convertitevi, tornate a Dio e per ottener questo prendete il solo mezzo che il Signore vi ha lasciato. Fate questo primo passo, l’unico che potrebbe costarvi, venire fino a noi. Venite a mostrare le vostre piaghe a chi Dio ha dato il potere di guarirle; sapete che fu ordinato ai lebbrosi del vangelo di andare a presentarsi ai sacerdoti, e il Signore che aveva ascoltato la loro preghiera non volle guarirli che mediante il ministero di coloro a cui aveva dato in terra la facoltà di farlo. La stessa cosa avviene qui oggi: è il Signore che guarisce perché solo a lui compete operare questo prodigio; ma guarisce per mezzo dei suoi ministri; e guarisce da Dio, perché gli basta una sola parola per operare questa risurrezione corsie gli bastò una sola parola per creare l’universo.

Note per la 4° istruzione della Quaresima nella chiesa della Maddalena, sulla confessione, marzo 1813, E.O. XV n. 115

Posted in PREDICHE | Tagged , | Leave a comment

VENITE PER ESSERE RINNOVATI ALLA PRESENZA DI DIO NELLA CHIESA

I fedeli di Eugenio alla Maddalena sono invitati non solo ad ascoltare la Parola di Dio, ma ad entrare in una relazione più stretta con Lui attraverso tutti gli strumenti offerti dalla Chiesa.

Le nostre chiese sono il vostro asilo; qui nelle vostre necessità e nelle vostre afflizioni trovate gli aiuti e le consolazioni che cerchereste invano altrove.
Vi abita il vostro Maestro e qui vi aspetta per offrire un rimedio efficace a tutti i vostri mali.
Mediante il ministero dei vostri sacerdoti egli vi rigenera nelle acque del battesimo, vi riconcilia nel tribunale della penitenza, vi istruisce dalla cattedra della verità, si dona lui stesso a voi per esser forza contro i nemici della vostra salvezza, il vostro sostegno nelle fatiche del pellegrinaggio terreno.
Sia dunque vostra delizia abitare in questo luogo sacro.

Note per la 4° istruzione della Quaresima nella chiesa della Maddalena, sulla confessione, marzo 1813, E.O. XV n. 115

Posted in PREDICHE | Tagged , | Leave a comment

VENITE AD ASCOLTARE LA PAROLA DI DIO, CHE È STATA COMPRESA DAI PIÙ SEMPLICI

Eugenio continua ad esprimere la sua gioia, “non posso rimanere indifferente quando vedo il desiderio ardente dei poveri di ascoltare la mia voce” e spiega come nascono le sue prediche. Sceglie san Paolo come modello e si augura di spiegare il Vangelo il più semplicemente possibile, in modo che il suo messaggio possa raggiungere tutti;

Ma quel che porta al colmo la mia gioia è il costatare che tale affluenza prova chiaramente che c’è ancora in città un numero considerevole di veri israeliti che non han piegato il ginocchio dinanzi a Baal, cristiani attaccati ancora alla loro religione, desiderosi di istruirsi in essa e di praticarne le norme; è più che chiaro che soltanto l’amore della vostra santa Legge vi porta qui dinanzi a noi, perché a imitazione dell’Apostolo non siamo venuti ad annunziarvi il vangelo di Gesù Cristo coi discorsi eloquenti e persuasivi dell’umana saggezza. No che non abbiamo usato con voi i discorsi persuasivi dell’umana saggezza, ma la parola di Dio nuda e semplice, spoglia di qualsiasi ornamento e per quanto ci è stato possibile messa alla portata dei più semplici.
Continuate, fratelli miei, ad ascoltarla con fede

Note per la 4° istruzione della Quaresima nella chiesa della Maddalena, sulla confessione, marzo 1813, E.O. XV n. 115

Posted in PREDICHE | Tagged , , | Leave a comment

LA MIA VOCAZIONE AD ESSERE IL SERVO E IL SACERDOTE DEI POVERI, AL CUI SERVIZIO VORREI ESSERE IN GRADO DI DEDICARE TUTTA LA MIA VITA.

Quattro settimane più tardi, nella domenica di quaresima, di fronte ai poveri che lo ascoltavano nella chiesa della maddalena , Eugenio comincia la sua omelia manifestando una profonda gratitudine a questi suoi ascoltatori, per il modo in cui sono stati attenti al messaggio che è andato predicando.

Quando salimmo per la prima volta su questa cattedra di verità, vi manifestammo il nostro timore che lo scarso uso che avevamo della lingua provenzale mettesse ostacolo ai frutti delle nostre istruzioni.
Tuttavia, resi audaci dal desiderio di esservi utili, ponemmo in Dio tutta la nostra fiducia; e la nostra speranza non è rimasta delusa perché l’esperienza ci dà la prova che la divina parola, a voi trasmessa mediante il nostro ministero, è stata accolta con sollecitudine. Sia benedetto il Signore, fratelli miei! E la gioia che sento è così grande da non potermi trattenere dal testimoniarvelo.
Forse per menarne vanto? Dio me ne liberi! Un pensiero tanto ingiurioso verso il Signore, unica fonte di ogni bene, com’è dannoso e funesto per quel pazzo che se ne compiacesse, sia da me definitivamente represso. Io ho soltanto diritto alle vostre preghiere e ciò che merito è unicamente essere segnato a dito come un miserabile peccatore.
Ma, chiamato per vocazione ad essere il servo e il sacerdote dei poveri, al cui servizio vorrei essere in grado di dedicare interamente la mia vita, non posso rimanere insensibile nel vedere i poveri tanto solleciti nell’ascoltare la mia voce;

Note per la 4° istruzione della Quaresima nella chiesa della Maddalena, sulla confessione, marzo 1813, E.O. XV n. 115

Posted in PREDICHE | Tagged , , | Leave a comment

IL MONDO VI VEDE COME GLI SCARTI DELLA SOCIETÀ

L’ultimo gruppo a cui Eugenio parla sono i mendicanti che non hanno altra scelta per guadagnare il loro pane quotidiano, l’idea di Eugenio di rivolgersi ad ogni gruppo era stata ispirata da un’omelia si Bossuet, un famoso predicatore francese. Bossuet si rivolgeva ai ricchi, per renderli consapevoli delle ingiustizie che contribuivano a realizzare. Eugenio, invece, sente di voler essere con i poveri ed è direttamente a loro che cerca di offrire quella trasformazione della loro autostima che solo Dio può realizzare. Se i poveri restano intrappolati nella visione che il mondo da di loro, sono destinati a rimanere schiavi. Lo scopo di Eugenio è, dunque, convertirli ad una nuova visione: “tu sei più prezioso agli occhi di Dio di tutti i ricchi della terra”

Che sarà mai di voi, poveri pezzenti, obbligati dall’ingiustizia degli uomini o dalla crudeltà della sorte a implorare una misera sopravvivenza, a mendicare importunamente il pane necessario per vivere? Il mondo vi considera come i rifiuti della società, insopportabili al loro sguardo che distolgono da voi per non impietosirsi del vostro stato che non intendono migliorare.
Ecco ciò che voi siete per il mondo, ecco chi siete ai loro occhi. Eppure è lui il padrone che avete scelto e al quale fino ad oggi avete tributato i vostri omaggi. Che cosa potete aspettarvi? L’insulto e il disprezzo sarà la ricompensa che vi attende, non potete sperare altro da lui.

Note per le istruzioni della Quaresima nella chiesa della Maddalena, marzo 1813, E.O. XV n. 114

Posted in PREDICHE | Tagged , , | Leave a comment

VOI SIETE SCHIAVI DI QUELLI CHE PAGANO IL VOSTRO SALARIO

Eugenio continua a ricordare ai poveri che lo ascoltano come essi vengono visti dal mondo – ritornando continuamente sul suo messaggio centrale : “tu sei più prezioso agli occhi di Dio di tutti i ricchi della terra”

Domestici, chi siete voi per il mondo? Una classe di gente schiava di quelli che vi pagano, esposti al disprezzo, all’ingiustizia e spesso anche ai maltrattamenti di padroni esigenti e talvolta crudeli, i quali credono di essersi comprato il diritto di trattarvi ingiustamente in cambio del meschino salario che vi passano.
E voi, agricoltori e contadini, chi siete voi per il mondo? Per quanto siano utili i vostri lavori, siete calcolati soltanto per la forza delle vostre braccia e, semmai tengono conto a malincuore dei vostri sudori, solo in proporzione di quanto fecondano la terra che innaffiano.

Note per le istruzioni della Quaresima nella chiesa della Maddalena, marzo 1813, E.O. XV n. 114

Cinque anni prima, Eugenio aveva parlato del suo rapporto con I servi della sua famiglia (ricordiamo che ce n’erano 12 casa in sua da bambino). È un interessante contrasto con come impersona (rappresenta) il comportamento del mondo.

La qualità delle persone non influisce minimamente sul sentimento che mi spinge ad amare colui dal quale mi sento veramente amato; prova ne è che sono affezionato ai domestici i quali, a dir vero, mi sono affezionati in maniera incredibile: mi separo da essi a fatica e lasciandoli provo una stretta al cuore, m’interesso del loro benessere e non tralascio nulla di quanto può procurarlo ad essi, non già per magnanimità e nobiltà d’animo – mi comporto così con gl’indifferenti – ma per tenerezza e, bisogna che lo dica, per amicizia.

Autoritratto di Eugenio per il suo direttore spirituale, in 1808, E.O. XIV n. 30

Posted in PREDICHE | Tagged , | Leave a comment

LAVORATORI, CHI SIETE VOI?

Avendo sentito risuonare l’affermazione “Cristiani, siate consapevoli della vostra dignità, come san Leo vi chiamerò compartecipi della natura divina” Eugenio si rivolge ora a diversi gruppi di poveri, mostrandogli, alla luce di quello che Dio li chiama ad essere, che quello che la società pensa di loro e la maniera in cui li tratta si contrappone a quello che sono realmente: “più prezioso agli occhi di Dio di tutti i ricchi della terra”

Interroghiamo il mondo. Risponderà secondo i suoi pregiudizi, codice insensato di vita in base al quale si esprime.
Artigiani, chi siete voi per il mondo? Una classe di gente destinata a passare la vita nell’esercizio di un mestiere oscuro che vi sottomette agli altri, favorendo i capricci di coloro ai quali voi chiedete il lavoro.

Note per le istruzioni della Quaresima nella chiesa della Maddalena, marzo 1813, E.O. XV n. 114

Posted in PREDICHE | Tagged , , | Leave a comment

LA FELICITÀ CHE È INUTILE CERCARE FUORI DI DIO

Questo testo è quasi autobiografico perché descrive il cammino che lo stesso Eugenio ha percorso prima e dopo la sua conversione. Il vocabolario utilizzato è lo stesso della sua conversione personale, quando racconta della sua esperienza del venerdì santo: il raggiungimento della consapevolezza che solo Dio può soddisfare il suo cuore.

Avendo invitato i suoi fedeli a guardare a loro stessi attraverso gli occhi di Gesù Salvatore, ora chiede loro di riflettere sullo scopo delle loro vite e sulle cose per cui Dio NON li ha creati, affinché si impegnino a realizzare il loro vero destino. Ecco che Eugenio cerca di condurre gli altri a condividere la sua stessa esperienza.

Il vostro creatore non vi aveva messi in terra per ammassare ricchezze perché, al dire di s. Bernardo, questa sorta di beni sono un peso per quelli che li possiedono, feriscono coloro che gli vanno dietro, tormentano coloro che li perdono: possessa onerant, amata vulnerant, amissa cruciant.
Non vi ha messo in terra per gli onori, la gloria o il buon nome, perché questi beni sono accompagnati da molti turbamenti e angustie e il più delle volte son concessi a chi meno li merita.
Non vi ha creati nemmeno per i piaceri dei sensi che procurano tante amarezze e son destinati più alle bestie che agli uomini ragionevoli. E nemmeno per la scienza, perché notiamo come i demoni, nonostante la superiorità delle loro conoscenze non cessano di essere infelici dannati.
Dio solo era degno della vostra anima; e solo Dio poteva saziare il vostro cuore.
Voi invece, allontanandovi continuamente dal vostro unico bene, prestavate quel cuore che vi aveva dato con tutte le capacità di amarlo, all’avarizia, all’amore dei piaceri; correvate all’inseguimento di creature caduche: tutte, ciascuna a modo suo, vi distoglievano dal vostro fine promettendovi quella felicità che inutilmente si cerca fuori di Dio. L’esperienza dei vostri crudeli disinganni in proposito non vi aveva insegnato nulla, né per questo eravate divenuti più saggi.

Note per le istruzioni della Quaresima nella chiesa della Maddalena, marzo 1813, E.O. XV n. 114

Posted in PREDICHE | Tagged , | Leave a comment

LASCIATE CHE PER UNA VOLTA I VOSTRI OCCHI VEDANO AL DI LÀ DEGLI STRACCI CHE VI RICOPRONO

L’incontro di conversione di Eugenio con un Dio di amore lo porta a cominciare a vedere la sua propria dignità e quella degli altri attraverso gli occhi del Salvatore crocifisso. Continuando a riflettere sull’omelia della Maddalena, si può vedere come l’esperienza della conversione permea le sue prediche e il suo ministero.

Levate gli occhi al cielo dove deve aver luogo il vostro abituale incontro con Dio, la nostra cittadinanza è nei cieli (Fil 3, 20); una buona volta le vostre pupille penetrino oltre gli stracci che vi ricoprono: c’è dentro di voi un anima immortale fatta a somiglianza di Dio, destinata un giorno a possederlo, un’anima riscattata dal sangue di Gesù Cristo, più preziosa agli occhi di Dio di tutte le ricchezze terrene e di tutti i regni del mondo, un’anima di cui è più geloso che del governo dell’intero universo.
Cristiani, riconoscete dunque la vostra dignità, vi dirò con s. Leone, fatti soci della natura divina…

Note per le istruzioni della Quaresima nella chiesa della Maddalena, marzo 1813, E.O. XV n. 114

Posted in PREDICHE | Tagged , | Leave a comment

VENITE DUNQUE E IMPARATE DA NOI CHE COSA SIETE ALLA LUCE DELLA FEDE

Ricordiamo che il testo a cui facciamo riferimento è composto da note per le omelie ( di qui l’uso comune di etc, nel testo). Eugenio non amava avere un testo già pronto da leggere- appuntava i concetti chiave e li andava sviluppando, animandosi mentre parlava. I punti qui di seguito sono un riassunto dell’approccio ai poveri che avrà durante tutto il corso della sua vita.

Cominciamo con l’insegnarvi chi siete voi, qual è la vostra nobile origine, quali sono i diritti ch’essa vi dà e insieme quali sono gli obblighi che vi impone…
L’uomo è creatura di Dio…
Venite allora a imparare da noi quel che siete agli occhi della fede.
Poveri di Gesù Cristo, afflitti, sventurati, sofferenti, ammalati, coperti di piaghe… voi tutti che la miseria opprime, fratelli miei, fratelli cari, fratelli degni di ogni rispetto, ascoltatemi. Voi siete figliuoli di Dio, fratelli di Gesù Cristo, eredi di un regno eterno, porzione eletta della sua eredità; voi siete, come dice s. Pietro, una nazione santa, siete re, siete sacerdoti e in qualche sorta dei: Voi siete dèi, siete figli dell’Altissimo. Levate dunque in alto i vostri pensieri, le vostre anime raggricciate si dilatino, cessate di strisciare per terra: Voi siete dei, siete figli dell’Altissimo (Sal 81, 6), siete dei e tutti figli dell’Altissimo.

Note per le istruzioni della Quaresima nella chiesa della Maddalena, marzo 1813, E.O. XV n. 114

Posted in PREDICHE | Tagged , | Leave a comment