UN GRUPPO D’ELITE

La Congregazione della Gioventù era un gruppo di giovani di “elite”, ma non nel senso negativo di elite come snob sociale, poichè essa era aperta a tutte le classi.

Pielorz fece alcune ricerche sui membri della Congregazione e scrisse:

Per quanto riguarda la composizione sociale, non vi si faceva nessuna distinzione tra nobili, borghesi o plebei ; per aiutare i poveri, i più ricchi facevano delle collette. Insomma, p. De Mazenod accoglieva ogni giovane desideroso di progredire nella virtù, senza nessuna distinzione di origine o di posizione economica della sua famiglia; l’età minima era dieci anni.

PIELORZ, Les rapports du Fondateur, p. 160.

La Congregazione della Gioventù era un’elite nel senso che ognuno era espressamente scelto perché Eugenio si rendeva conto che questo giovane possedeva personali qualità che potevano essere sviluppate, e di conseguenza lui avrebbe fatto la differenza nel suo ambiente.[ed. Vedi sopra il 16 gennaio 2012]

Tu conosci il mio intento nel costituire questa aggregazione: formare cristiani degni di portare questo nome …

Lettera a Forbin-Janson, June 1814, E.O. XV n. 125

“Poiché non c’è distinzione fra Giudeo e Greco, dato che lui stesso è il Signore di tutti, generoso verso tutti quelli che l’invocano.” (Rm 10,12)

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LE REGOLE COME UNA FORZA TRAINANTE

Lo Statuto era lungo 82 pagine ed era una guida molto dettagliata di ogni aspetto pratico della vita di un giovane. Dal momento che era così impegnativo, nessuno era obbligato a rimanere un membro della Congregazione della Gioventù. Il fatto che c’erano circa 300 membri che sceglievano liberamente di impegnarsi a viverlo dimostra che essi trovavano queste regole un’utile trainante forza nella loro vita.

ART. 28. La Congregazione ha provvisto ai bisogni dei suoi membri con un particolare regolamento che sono tenuti ad osservare.
ART. 29. Questo regolamento si estende a tutti i loro doveri ; abbraccia tutte le azioni della loro giornata e della loro vita. Se sono fedeli nell’osservarlo, possono considerare come assicurata la loro salvezza.
ART. 30. Non solo fissa gli esercizi religiosi e i doveri di pietà che devono compiere, ma comprende anche tutto ciò che è riferito all’opera o al lavoro.

”Statuti della Congregazione”, Missions 145 (1899), p. 25-107

Eugenio stava formando questi giovani a diventare buoni discepoli di Gesù e, una volta trasformati come persone e come Cristiani, a diventare un corpo di apostoli per altri, un lievito nel mondo.

La lunghezza, l’organizzazione e i dettagli di queste Regole mostra che Eugenio aveva la capacità di occuparsi delle persone, e questa esperienza di guidare la gioventù fu un beneficio quando Eugenio compose la Regola per i suoi Missionari.

“Una legge è qualcosa che deve avere una base morale, così che ci sia per ogni cittadino una trainante forza interiore da obbedire.”   Chaim Weizmann

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PERCHE’ AVERE DELLE REGOLE?

Dopo poco tempo dall’inizio del suo lavoro con la gioventù, Eugenio divenne consapevole della necessità di una Regola di vita:

Dopo che l’Associazione è stata ripulita dei suoi membri inaffidabili e il fervore è continuato a manifestarsi ogni giorno più, il Direttore ha giudicato opportuno redigere un regolamento che abbracci i doveri che devono compiere come cristiani e come membri dell’Associazione e offra ad essi i mezzi di mantenersi vigili nella pietà e nello studio, procu-rando di assicurarsi la salvezza in mezzo ai pericoli che li circondano da ogni parte.

Diario della Congregazione della gioventù, 2 febbraio 1814, E.O. XVI

Con la crescita della Congregazione della Gioventù in numeri e attività, fu necessario per Eugenio produrre un’ulteriore e più dettagliata versione del Regolamento tra il 1816 e il 1818, che fu chiamata “Statuti”. Ciò mostra che questo gruppo giovanile non era un tentativo informale di custodire la gioventù impegnata in un ambiente ecclesiale, ma una seria associazione il cui scopo era il raggiungimento della pienezza di vita.

Dai suoi membri essa richiedeva un alto livello di dedizione ai propri ideali e obbedienza alle sue regole. Le regole illustravano chiaramente e minuziosamente in che modo le cose dovevano essere fatte secondo i valori del Vangelo.

“In gioventù impariamo; in vecchiaia comprendiamo”     Marie von Ebner-Eschenbach

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NON ARRENDERSI NEI FALLIMENTI

Avendo sottolineato l’importanza di sfuggire al peccato a tutti i costi, Eugenio ora incoraggia i ragazzi della sua Congregazione della Gioventù ad essere consapevoli della misericordia di Dio quando non riescono ad essere all’altezza dei loro ideali.

A questo scopo, metteranno tutta la loro fiducia in Dio non contando per nulla nelle loro forze e nei loro buoni propositi. Se, però, per effetto della fragilità umana, dovessero cadere in qualche peccato, non si scoraggeranno, ma, immediatamente se ne umilieranno senza tristezza e ricorreranno a Dio con un atto di contrizioni rinnovando il proposito di non offenderlo più

Regolamenti e Statuti della Congregazione della gioventù, 1813, p. 22

Qui vediamo l’Eugenio che è stato lui stesso irrevocabilmente toccato dalla misericordia di Dio alcuni anni prima. Lo scopo del suo ministero è guidare altri verso la stessa esperienza vivificante e risanante.

Benedetto sia Dio e Padre del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre delle misericordie e il Dio di ogni consolazione, il quale ci consola in ogni nostra afflizione, affinche siamo capaci di consolare coloro che si trovano in ogni afflizione con la consolazione con cui noi stessi siamo consolati da Dio (2 Cor 1,3-4)

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SCEGLI LA VITA

La Regola del 1813 per la Congregazione della Gioventù stabiliva quali erano gli atteggiamenti fondamentali di questo gruppo: la scelta di vivere in rapporto con Gesù Cristo, seguendo la sua volontà e il suo stile di vita, e facendolo in comunione con la Chiesa. Nella quarta sezione, Eugenio insiste sulla loro scelta di vita attraverso la consapevolezza delle conseguenze del peccato:

Staranno molto attenti a tutti i passi, azioni o pensieri, da evitare sempre, con l’aiuto di Dio, di non acconsentire, in nessun modo, ad offendere il buon Dio mortalmente.
Si penetreranno di tutto l’orrore che merita il peccato, così orribile in se stesso e le cui conseguenze sono funeste, e fuggiranno, senza esitare, tutto ciò che, per loro, potrebbe essere un’occasione prossima di cadere in uno stato così deplorevole.

Regolamenti e Statuti della Congregazione della Gioventù, 1813, p. 20

“Scegli dunque la vita, perché viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, obbedendo alla sua voce e tenendoti unito a lui, poiché è lui la tua vita e la tua longevità.” (Dt 30, 19-20)

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UNA MADRE CHE GLI HA DATO LA VITA

La terza sezione della Regola di vita si focalizzava sul rapporto tra i giovani e la Chiesa:

Sottomessi, allo stesso modo, ai precetti della Santa Chiesa, li osserveranno sapendo molto bene che non potrebbero, senza crimine, rifiutare a questa madre, che li ha generati a Gesù Cristo, l’obbedienza che le è dovuta in questa qualità e a causa dell’autorità che le è stata affidata dal suo divino Sposo.

Regolamenti e Statuti della Congregazione della gioventù, 1813, p. 20

Qui Eugenio ritorna al suo tema preferito: la Chiesa come Sposa di Cristo che è una madre per i suoi membri, perchè ha fatto nascere in loro la vita di Cristo. Li ha “generati” come figli nel Figlio, e l’obbiettivo di Eugenio era far comprendere alle persone cosa questo significasse.

Di nuovo, riferendoci alla sua lettera dal seminario riguardo il suo corso di catechismo con i ragazzi poveri di Parigi, possiamo riconoscere la preoccupazione di Eugenio di far capire loro il significato di appartenere alla Chiesa – e non fare solamente cose per cieca obbedienza:

Avrò alle mie lezioni un buon numero di giovanotti che non han fatto ancora la prima comunione. Non mi dispiace di iniziare il corso perché con l’aiuto di Dio non faremo un lavoro inutile. ~ necessario che facciano la prima comunione, ma ancor più necessario che la facciano bene. .

Lettera a sua madre, 4 febbraio 1809, E.O. XIV n.44

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RENDERE L’INSEGNAMENTO ATTRAENTE CON OGNI MEZZO POSSIBILE

La Regola di Vita del 1813 per la Congregazione della Gioventù era divisa in quattro sezioni. La prima sezione era incentrata su Gesù Cristo nelle loro vite. La seconda sezione spiegava come vivere questa relazione:

Siccome la prima condizione che Dio esige da noi per essere veramente suoi discepoli ed aver parte al suo regno eterno, è seguire con fedeltà i comandamenti che ci ha prescritto nella sua santa legge, gli associati si faranno un dovere non solo di credere, cosa che non basta per essere giustificati, ma anche di praticare, con esattezza, tutto ciò che la legge di Nostro Signore Gesù Cristo ordina di credere e di praticare.

Regolamenti e Statuti della Congregazione della gioventù, 1813, p. 19 -20

Il pericolo qui era che la legge avrebbe potuto essere imposta dall’alto ed essere ricevuta e osservata ciecamente. Nei suoi rapporti con i giovani di Aix, ho avuto l’impressione che la “legge di Nostro Signore Gesù Cristo” era più di un valore appreso attraverso le loro attività. Vedremo in seguito nella Regola come ciò avveniva attraverso i giochi, l’interazione, la catechesi e la preghiera.

La lettera del 1809 a sua madre riguardo ai suoi metodi di catechesi nel seminario di Parigi punta in questa direzione:

A questo proposito vorrei pregare Emilio [ed. Dedons, suo cugino a Aix] di farmi un lavoro piuttosto pesante: dovrebbe ricopiarmi dal catechismo di Aix il titolo dei fatti che sono riportati in calce a ogni capitolo; scriverà su un foglio di carta in caratteri minuti, per es.: Battesimo, racconto di…; Orgoglio, racconto di…, così per ogni capitolo, a cominciare dal primo. Mi manderà il lavoro mano mano che lo farà. Se mi accorgo che mi servirà poco gli sospenderò l’incomodo. Penso però che la citazione di quei fatti mi sarà di gran vantaggio per trovarli subito e applicarli opportunamente per rendere più interessanti le istruzioni.
Bisogna attirare i ragazzi con ogni mezzo.

Lettera a sua madre, 4 febbraio 1809, E.O. XIV n.44

 

Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: “Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare…” (Mc 4, 2-3)

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FORSE POTREI RESPIRARE UN PO’ DI VITA IN QUESTO CORPO MALATO

Eugenio non era estraneo al lavoro con i giovani. Quattro anni prima, mentre era nel seminario a Parigi, era responsabile di un corso di catechismo per ragazzi difficili. Ciò che imparò attraverso questa esperienza fu certamente un aiuto per la Congregazione della Gioventù che aveva iniziato. Cito una lettera a sua madre in cui descrive la sua esperienza al seminario:

Non posso scrivervi a lungo come vorrei, perché domani do inizio a un nuovo incarico che mi impegnerà non poco. Abbiamo a St Sulpice sei o sette gruppi catechistici che lavorano a meraviglia e che sono stati impostati in maniera veramente mirabile…
Uno solo di questi corsi catechistici non garbava al Direttore dei vari gruppi, forse non per colpa di quelli che li organizzavano ma per le cattive disposizioni di quelli che li frequentavano: sono i più poveri della parrocchia, ragazzi di osteria, insomma distributori di pidocchi.
Avranno pensato che io potevo dare un’anima a questo corpo infermo e mi hanno messo a capo. Dicono che in seguito mi promuoveranno ma io non me ne preoccupo, contentissimo di trovarmi in mezzo a questi poveri pidocchiosi, che vedrò di portare vicino a noi; domani faremo conoscenza e se Dio vuole diverremo amici. .

Lettera a sua madre, 4 febbruaio 1809, E.O. XIV n.44

C’era una differenza tra il gruppo di Parigi del 1809 e il gruppo che Eugenio iniziò ad Aix nel 1813. A Parigi egli mirava ad insegnare le basi della religione ad un gruppo di ragazzi poveri. Ad Aix, invece, il suo scopo era formare un nucleo di giovani che avrebbero aiutato i propri coetanei nella città, e raggiungere con loro gli stessi risultati.

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CHIAMATI A SEGUIRE NELL’AMICIZIA

La Congregazione della Gioventù richiedeva un insieme di regole da osservare in modo da raggiungere i propri ideali. Nel 1813 Eugenio diede questa regola di vita negli Statuti.

N.B. Poichè avremo modo di riflettere su alcune sezioni di questa regola di vita per i giovani nei prossimi giorni, è essenziale tenere in mente che furono scritte 198 anni fa in un contesto socio-religioso molto differente dal nostro. In alcuni casi il vocabolario del 19° secolo non è più in uso nel 21° secolo – ma Eugenio descrive le stesse verità di base. In questi brani farò attenzione a toccare il cuore degli ideali di Eugenio per la gioventù, nella speranza che il lettore di oggi possa entrare con il suo spirito in un mondo molto differente.

La Regola di Vita del 1813 per la gioventù è divisa in quattro sezioni.

La prima sezione è centrata su Gesù Cristo nelle loro vite, e questo doveva essere il principio fondante della Congregazione della Gioventù fino alla fine. I membri:

Cercheranno di penetrarsi bene della santità della loro vocazione alla religione di Gesù Cristo
e faranno tutti i loro sforzi per conformare la loro vita a quella di questo divino Modello,
per il quale fanno professione di avere la più tenera devozione in riconoscenza di tutti i benefici con cui li ha colmati

Règlements et Statuts de la Congrégation de la Jeunesse, 1813, p. 19

L’ideale dell’essere “tutto per Dio”, che era il centro della vita di Eugenio, è l’ideale che egli si proponeva di comunicare ai giovani. Egli voleva che si rendessero conto che la Congregazione della Gioventù era il loro modo di rispondere alla chiamata apostolica di Gesù: “Vieni e seguimi”, seguendo l’esempio di Gesù e vivendo in una relazione d’amore con lui.

“Non vi ho chiamato più servi…ma vi ho chiamato amici” (Gv 15,15)

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UN GRUPPO CHE POTREBBE FARE LA DIFFERENZA AD AIX

Nella sua prima versione degli Statuti della Congrégation de la Jeunesse Chrétienne, scritta nel 1813, Eugenio definì il suo scopo principale nella città di Aix:

Il fine principale di questa associazione è formare, nella città,
un corpo di giovani molto pii
che, col loro esempio, i loro consigli, le loro preghiere contribuiscano a mettere un freno alla licenza e alla generale apostasia che, tutti i giorni, fa così rapidi e spaventosi progressi,
mentre, allo stesso tempo, lavoreranno molto efficacemente alla loro santificazione.

“Regolamenti e Statuti della Congregazione della gioventù cristiana fondata a Aix da p. De Mazenod all’inizio dell’anno 1813. Primo regolamento » in Missions 145

Essi dovevano diventare una cellula unita e viva che avrebbe influenzato i loro coetanei nella città, i quali non avevano un chiaro insieme di credenze nelle loro vite e vivevano in uno stato di empietà. Chiaramente i membri della Congregazione della Gioventù dovevano essere loro stessi in rapporto con Dio e avere una direzione nelle loro vite, prima che potessero condividerlo con altri.

I modi principali che essi utilizzavano per influenzare i loro coetanei erano tre:

  • uno stile di vita capace di essere attraente e significativo per gli altri,
  • disponibilità ad ascoltare i loro coetanei e a condividere consigli e assistenza,
  • e una vita vissuta in relazione con Dio.

“Se la gioventù è la stagione della speranza, è spesso così solo nel senso che i nostri vecchi sono speranzosi verso di noi.” (Anonimo)

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