DALLA MIA GUIDA FEDELE DIPENDE LA SALVEZZA DI MOLTI

La natura dell’impegno che Eugenio e i Missionari si erano assunti stava cambiando grazie ai loro voti e alla loro oblazione. Era una società temporanea nient’affatto duratura che avrebbe potuto terminare quando se ne sarebbero stancati – adesso essi volevano dedicarsi a questo ideale e a questo modo di vivere per il resto dei loro giorni.

In questa luce Eugenio capisce con ancora più forza che dal suo ruolo di guida dipende non solo il benessere del gruppo, ma la salvezza di coloro i quali essi, come sacerdoti e pastori, curano la fede.

Non è senza timore che io considero gli obblighi enormi che il Signore mi ha imposto incaricandomi di un ministero così vasto e così importante.
Perché dalla mia fedeltà nel corrispondere alle grazie di Dio — e questo aiuto è sempre proporzionato ai nostri bisogni — dipende forse la salvezza di un’infinità di anime.
Se io son fervoroso, la comunità alla cui testa mi trovo lo sarà sempre di più e Popolazioni intere risentiranno di questo aumento di zelo e di amore.
Se invece io sono fiacco la comunità ne subirà un danno notevole e le popolazioni ne saranno vittime e, mentre io avrei dovuto attirare sugli uni e sugli altri una infinità di grazie di perfezione o di conversione, nel giorno del giudizio si leveranno tutti contro di me per chiedermi conto dei tesori di cui per mia colpa li ho privati.

Il pensiero lo spaventa:

Confesso che questo pensiero è così spaventoso che sarei tentato di soccombere allo scoraggiamento e rinunziare a lavorare per la salvezza delle anime.

Finora, tutte le esperienze che ha vissuto dalla fondazione dei Missionari, tre anni prima, lo convincono che sta realizzando ciò che Dio vuole.

Mi sono però convinto che questa soluzione non era la più sicura perché, se il Signore mi ha manifestato la sua volontà per bocca dei superiori e anche per i successi raggiunti nonostante ostacoli e opposizioni, coronando tutte le opere di cui mi aveva investito, non sfuggirò lo stesso alla condanna temuta se abbandono il campo di battaglia e mi ritiro nella pacifica solitudine a cui tendo.

Ritiro di un giorno durante il ritiro della comunità, 30 ottobre 1818,
E.O. XV n. 148

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