MISSIONI POPOLARI: VOLTE ALLA CONVERSIONE DELLA PARROCCHIA NEL SUO INSIEME

Sebbene i missionari lavorassero per una conversione personale, il loro scopo finale era aiutare l’intera parrocchia a crescere insieme. Il parroco locale era coinvolto nella missione – in nessun momento, durante la missione, i missionari si sostituivano a lui nella guida. Il parroco partecipava dunque come guida dei suoi fedeli e la missione era fatta per suo conto.

Eugenio sottolinea proprio questo concetto quando scrive al parroco di Barjols:

Più di 50 parroci mi chiedono insistentemente una missione; ma per usare una certa equità nella scelta credo che bisogna riferirsi alla data della richiesta. Tuttavia sarei incline a darvi la preferenza perché mi sembra doveroso portare aiuto dove maggiore è il pericolo. Ci hanno richiesti a Marsiglia dove potremmo augurarci qualche soddisfazione mentre a Barjols dobbiamo aspettarci contrasti e fatiche; se non altro avremo in cambio la fortuna di venire incontro alla sollecitudine di un pastore in ansia per le sue pecore sbandate. Anche se avessimo da attenderci solo il merito di aver combattuto contro l’inferno, sotto la direzione di un veterano come voi, avremmo ancora di che rallegrarci per l’opera nostra.

Lettera al parroco di Barjols, 20 agosto 1818, E.O. XIII n. 14

Padre Marcello Zago commenta cosi’ la continuazione e lo sviluppo di questo aspetto nella nostra realtà odierna, quando dice che il punto centrale della missione oblata si é mosso

Da una presentazione che si concentrava sulla conversione delle anime a un’evangelizzazione a obiettivo triplice: conversione personale e comunitaria, costruzione di una comunità ecclesiale responsabile e inculturata, promozione del regno di Dio.

 “Evangelization and Mission” in Dictionary of Oblate Values

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